Le storie di Scuolamagia, Stream of consciousness

Irroquientezza

La Pozzanghera da un po’ di tempo si è data un contatore. Parlo di quel quadratino sulla colonna a sinistra, tra i link e l’archivio. Dovrebbe misurare l’audience di quello che scrivo ed è oggettivo che non serve a un bel niente. Al di là del fatto che non avrebbe alcun senso accondiscendere ai vostri rispettabilissimi gusti, il fronzolo in questione certifica soltanto che di domenica voi lettori siete un po’ di meno (ci mancherebbe, avrete ogni tanto qualcosa di meglio da fare…) e che alle tre del pomeriggio siete di più che alle tre di notte. C’è dell’altro, però. Il marchingegno sa dirmi anche attraverso quali parole chiave digitate su Google alcuni ospiti sono stati dirottati sul mio blog.

Si scopre allora che ogni giorno arrivano su Pozzanghera 3 o 4 lettori in cerca dei quadri di Chagall, e io un giorno effettivamente ho offerto il mio modesto spazio al celebre pittore. Si scopre che tanti mi trovano perché sono sulle tracce di Andrea Pazienza o di Claudio Lolli, santi patroni di questa contrada.

Si scopre – e vengono i brividi – che qualcuno con le sue dita può scrivere “bambine cosparse di cacca” (sul serio: minuto di silenzio…), salvo imbattersi in questa bellissima foto di Giorgio Bettinelli.

Si scopre che c’è chi cerca IRROQUIENTE.  

Oggi, alle 13.05.

Una parola che non esiste, una parola nata per sbaglio. Una parola nata e morta su questo blog il 6 maggio 2005. Una parola mai pronunciata da alcuno e scritta sul serio una volta sola da una meravigliosa ragazzina, dimenticatasene nel giro di 4 secondi.

E allora: chi può cercare una parola che non esiste?

Chi sei, cercatrice/cercatore di IRROQUIENTE?

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One thought on “Irroquientezza

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