Cineserie, Stream of consciousness

My name is good

Dalla viuzza del quartiere popolare sbuca un furetto bambina, massimo 10 anni, zazzera nerissima, corta ma spinosetta, braccia e gambe come stecchini. Occhi a mandorla, però grandissimi.

 

Mi abbraccia forte.

 

«Hallo, Sir, welcome to Beijing!»

 

A me vien da dire grazie.

Poi penso che avrei dovuto dire Thank you. Dico Thank you.

Aggiungo:

«What’s your name?»

Non ricordo la risposta, ma era decisamente molto musicale.

«And you», rilancia, «what’s your name?»

Andrew, rispondo, senza riconoscermi in quel suono.

 

«Oooh, your name is very good!!!»

 

Un inchino e la fata sparisce dietro il muretto da cui è comparsa.

Riparto piuttosto velocemente. Se scopro che fa lo stesso con chiunque provenga da occidente ci rimango malissimo…

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