Le storie di Scuolamagia, Stream of consciousness

Buongiorno, Salisburgo

Saliscorsa
Come sono belle le città all’alba. Il silenzio rotto dai camion della nettezza urbana, il rumore delle prime serrande che si aprono. Un corso d’acqua, se c’è, che non è coperto dal fiume del traffico. Sull’asfalto persone pensose muovono passi accompagnate da cani pensosi. Delle poche biciclette puoi distinguere il suono dei raggi, gli acciacchi delle catene arrugginite.
Anche la mattina salisburghese è fatta così. Anche quest’anno la gita è finita testando la consistenza di un’alba con una sana corsetta mattutina. Sette ragazzi e due proff. Una specie di tributo da pagare alla città, un’indulgenza da chiedere dopo certe camminate distratte, dopo lo sgarbo della noia davanti a vestigia e monumenti che parlano, certo, eccome se parlano, ma lo fanno sottovoce, troppo sottovoce. Una sorta di grazie per la fastosa accoglienza, o forse un piccolo richiamo davanti al flusso continuo di corpi che camminano senza lasciare traccia o segno. Ehi, grande città, ci siamo anche noi e ti abbiamo percorsa a lungo, a modo nostro studiata. E ti ricorderemo. E scusa se adesso, alle 6 di mattina, siamo qui a farti il solletico sulla pelle col nostro correre, con i nostri piedi colorati.

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