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Beijing mia, portami via…

Mali
Eccomi qua, sono veduta a vedere lo strano effetto che fa la mia faccia nei vostri occhi. Sembrava dire questo, la Grandecantante sul palco sotto le stelle. Camminava dinoccolata, padrona di un mondo, lei da sola. Gli altri tutti sotto, piaccia o non piaccia. Sapeva di meritare quel posto, di esserci tagliata. Come fosse stata la musica a scegliere lei e non viceversa. Classe e mestiere, genio e tecnica, faticosa applicazione e dono di natura: tutto insieme, fuso, senza finzioni e artifici.

Veniva voglia di cantare, di camminare nella scia di una canzone. Cantare protegge, cantare è contagioso.
Scelgo canzoni da viaggio e preparo una partenza. Nei pochi mega liberi ci riinfilo anche la Grandecantante. Poi sistemo i libri: le poesie di Gianni D’Elia, il saggio di Edmondo Berselli, il viaggio di Valeria Parrella, l’inchiesta di Gabriele Del Grande. Manca un romanzo, nessuno mi ha sedotto al punto di entrare in valigia. Succede.
A presto.

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