Piccola posta, Soletta, Stream of consciousness

Elvira

Elvira

Il libro di Carla Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, sta arrivando. Purtroppo è partito da Milano soltanto venerdì mattina, troppo tardi per raggiungermi in tempo per il fine settimana. Il corrierespresso di sabato non lavora: peccato per me, buon per lui. Comunque, oggi non avrei potuto nemmeno leggere un granché, complici le gocce infilate nei miei occhi dal mio oculista che lavora il sabato: peccato per me e pure per lui. Le gocce servono per scandagliare meglio le profondità dell’occhio, dilatano enormemente le pupille e rovinano la giornata, rendendo la luce, anche quella fioca di un giorno nuvoloso, un nemico infido e feroce.
Voglioso di libri e di storie, tuttavia, ho trovato un buon compromesso nel dispormi all’ascolto delle parole contenute in questi tre video. Più che il libro di Carla Melazzini, c’entra stavolta il suo prezioso editore, Sellerio. La sua storia coincide con la storia di una donna che conoscevo superficialmente e per luoghi comuni: sicilianità, raffinatezza, quel blu delle copertine. I tre video sono la letteratura che oggi non avrei potuto leggere, sono le emozioni che ho provato comunque, ad occhi chiusi, seduto a gambe incrociate al centro della stanza.
Ho anche scoperto che la figlia di E.S., a un anno dalla morte, ha realizzato un disco dove interpreta le canzoni preferite dalla madre. Un cd che nessuno potrà comprare, perché l’operazione volutamente non ha nulla di commerciale. Al contrario, chiunque può richiedere l’invio gratuito di una copia. Chiunque, anche uno sconosciuto che scopre la grandezza vera di quella donna in un giorno d’agosto e solo perché è momentaneamente privato degl’occhi.

Ho pure deciso come sarà il mio testamento (tié!) – oggi. Una lista di canzoni. E poi son canti vostri.

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