Le storie di Scuolamagia, Stream of consciousness, Tutte queste cose passare

E rinasce un fiore sopra un fatto brutto

Pomeriggi facili facili, in cui Scuolamagia riapre i battenti per ripassi assortiti, limatine alla preparazione dei ragazzi, un rabbocco d’olio alla lettura, ordinaria manutenzione dell’ortografia. Per me si tratta di aspettare un’ora, il tempo che gli studenti vadano a casa a fare la pappa prima di rituffarsi nel loro sporco lavoro che qualcuno lo dovrà pur fare.

Negli anni è capitato, qualche volta. Il cucciolo alle 14.00 arriva, bussa, io apro e nelle sue mani c’è qualcosa per me. Forse il primo è stato Paolo, con un gelato all’amarena, direttamente dal frigo del suo bar. Poi ricordo Ilaria con un bignè, deformato dopo la corsetta verso la scuola, il frutto di un esperimento della madre in cucina, al termine di un corso di pasticceria. Martina mi ha consegnato per un bel periodo un mandarino, uno dei due che le servivano alla mensa.

Oggi nelle mani di Nicole per me c’era una notizia. “Nelle mani” non è l’espressione più corretta, “sulla mano” va meglio. C’era una cosa che forse non sapevo, lontano da casa e dalla Tv, e probilmente non mi avrebbe lasciato indifferente. Sarebbe stata anzi una di quelle di cui poi magari a scuola si parla pure: per inquadrarla, per approfondirla.

Io sapevo già tutto da certi cinguettii che arrivano veloci, anche troppo, quasi in tempo reale, ma preferisco credere di aver trattenuto il fiato davanti alla voce di Nicole: Prof., sai che è morto – pausa, mano – nome e cognome.

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