Res cogitans, Soletta

Nino si chiamava

Dopo il libro più bello dell’estate, sicuramente quello più originale. Già il genere: una fantabiografia. Vita e pensieri verissimi raccontati con disegni stranianti: un uomo gigantesco raccontato a fumetti come fosse un bambino infinito, un po’ Peter Pan, un po’ (anche nel tratto) Piccolo Principe. Tante le cose imparate, altrettante le sottigliezze che, purtroppo, credo mi siano sfuggite.

In una parola: emozionante.

 

Carissimo Delio,

mi sento un po’ stanco e non posso scriverti molto. Tu scrivimi sempre e di tutto ciò che ti interessa nella scuola. Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così? Ti abbraccio.

 

Antonio

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