Soletta, Stream of consciousness

Sfumature di grigio

Quest’estate i libri di Cristiano Cavina sono stati una grande scoperta. Che bisognasse leggerli lo sapevo da un pezzo, ma poi va da sé che si rimanda al futuro, come per certi caffè che ci si prefigge di bere con questa o con quella persona.

Pubblicato nel 2010, Scavare una buca è un romanzo duro e spigoloso, esattamente come i suoi personaggi, minatori che da decenni scendono i gradini della terra e trovano la loro piccola porzione di senso in quel ripetitivo fare il solletico alla montagna. La trama è essenziale, scarna; succede poco, pochissimo. Gli eventi il lettore li vede accadere negl’animi dei protagonisti, ma anche in quel caso tutto è mediato da un pudore e da una dignità più veri del vero.

Anche la matita sottolineatrice, di conseguenza, non ha trovato il suo pane. Nessuna frase si staglia sulle altre, si distingue, spicca; la forza del libro sta nel collettivo, nel gioco di squadra che fanno le parole.

Unica eccezione, marchiata dalla mia grafite e da un sorriso, a pag. 132, dove si descrive l’ambiente della miniera.

 

«Il mondo ha un sacco di colori, ma se passi un po’ di tempo nel bacino di coltivazione puoi stare sicuro che te ne resta uno solo.

Polvere di gesso, con una gamma infinita di sfumature di grigio».

 

Saranno mica 50?

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