Le storie di Scuolamagia, Stream of consciousness

Nella tasca di un qualunque pomeriggio

Come ogni anno, a primavera, mi occupo di un breve corso di informatica rivolto ai bimbi della scuola primaria, i dirimpettai di Scuolamagia. I pargoli – soltanto 6, a causa di alcune assenze – mi aspettano vicino all’ingresso della loro aula. Per me si tratta di prelevarli ed accompagnarli in aula informatica. Li saluto, alcuni li conosco già, alcuni li ho solo intravisti in altre occasioni: sono 5 maschietti e una femminuccia. Sono sull’attenti, non dico emozionati, ma assolutamente “sul pezzo”. Dico che ci aspetta proprio un bel lavoro e chiedo con una certa enfasi: “siete pronti?”. “Sì!”. Non è propriamente nel mio stile, ma decido di continuare con quell’anda da sergente Hartman. Perciò faccio la faccia seria e squadro il tipetto sveglio apparentemente più rilassato, al centro:

 

“E le mani in tasca?!”

 

Ed ecco che gli altri cinque, con perfetta sincronia, all’unisono, infilano palmi e ditine nei jeans e nelle tute.

(?!?!)

 

Possiamo andare.

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