Res cogitans, Stream of consciousness, Tutte queste cose passare

Risolvere la questione Kyenge, così

When in trouble, go big. Lo dicono gli Americani. Io l’ho imparato dal giornalista Francesco Costa, ed è pure il sottottitolo del suo blog.

Sei nei pasticci, non ti difendere: attacca. Come un tennista che va a rete, come un ciclista che prova il tutto per tutto su una salita. Prenditi dei rischi, ma spariglia, osa, fai una mossa che smuova davvero le cose.

In trouble lo siamo oltre ogni più ragionevole dubbio. Ci sono italiani razzisti che dettano la tabella di marcia ad altri italiani razzisti affinché vadano a scagliarsi, lungo tutto lo stivale, contro il primo e unico Ministro della Repubblica colpevole di essere di colore, con l’aggravante di essere donna. Alla luce dell’attuale situazione politica, una Ministra tra l’altro talmente lontana dal poter attuare qualsivoglia proposito riformatore da mettere ancor più in luce i rigurgiti della Lega, comprensibili solo e soltanto scomodando la categoria del razzismo.

Se non è trouble questo…

Quindi che fare?

Una cosa ci sarebbe. Strana, sorprendente, e si presta a tutta una serie di obiezioni che mi sono già rivolto da solo. Però è BIG. Proprio quello che servirebbe ora che siamo in trouble.

Napolitano domani si alza, si siede allo scrittoio e nomina Cécile Kyenge Senatrice a Vita.

La motivazione? Le vogliamo bene e ce la vogliamo tenere stretta, punto. Vogliono farla dimettere lanciandole le banane? E noi la promuoviamo e le chiediamo di servirci, con lauto stipendio e onori annessi, per un numero più lungo possibile di anni.

Le forze politiche di tutto l’arco costituzionale plaudono con forza (tutte, anche quella di Peppe, ché glielo chiede la rete…).

La Lega muore.

Standard

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *