Stream of consciousness, Tutte queste cose passare

Il piccolo fiume incontra il Grande Fiume

 

Il piccolo fiume si forma a poco a poco, da tanti piccoli affluenti silenziosi.

Eccolo radunarsi nei pressi del lungo ponte e delle quattro strade che vi convergono, due di qua, due di là.

Il piccolo fiume è fatto di persone, alcune scese da macchine in transito, altre accorse dopo aver abbandonato il piatto della cena in corso, nelle case vicine.

Ad attirare il piccolo fiume è il boato del Grande Fiume, impetuoso come non accadeva da anni, prepotente nel suo folle correre verso il mare. Ad accelerare il cammino di quei piedi sono le sirene di soccorsi prestati non lontano da quel luogo, in un punto da cui provengono anche luci lampeggianti.

La processione si sparge lungo il ponte e sulle sponde, raramente così vicine al flusso dell’acqua. Capto le poche parole che sfuggono al fragore di quell’onda sporca e spietata con i timidi arbusti cresciuti a riva: “…ti ricordi la piena del ’78, o era il ’79?”, “E quella volta, sarà stato l’85?”. Discorsi di vecchi, quasi felici di ricordare, e di quel potere di confronto concesso loro dagli anni. Intanto, papà stringono forte – con le destre – manine sinistre di bambine attonite e senza domande. Una donna forse prega, e forse è straniera. Ragazzi scesi dagli scooter ridono forte di qualcosa.

La scena si ripete uguale a se stessa. Acqua che rincorre altra acqua. Il film durerà a lungo, e il cielo è gonfio di nuova pioggia.

Il piccolo fiume si dissolverà molto prima del Grande Fiume. 

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