Res cogitans, Stream of consciousness, Tutte queste cose passare

L’arte tutta femminile di incastrare le corriere

 

Immaginavo fosse dura leggere di un Tour de France senza la penna di Gianni Mura, la sua passione per le storie incastonate come perle dentro la cronaca, le sue sublimi divagazioni, ma così è davvero troppo. La Grande Boucle si apre con una tappa pasticcio, un inconveniente dietro l’altro, e un episodio tra i tanti riconcilia teneramente con la fallacia degli umani. Un superpullman guidato da un superautista (uomo) si incaglia maldestramente sotto l’arco del traguardo montato da tecnici (uomini, con tutta probabilità) nell’ambito di una corsa di corridori (uomini) organizzata e diretta da importanti personalità (uomini) del ciclismo francese, prima di venir soccorso da una provvidenziale squadra di pompieri (uomini). Il tutto davanti a qualche centinaio di milioni di telespettatori (per gran parte uomini) sparsi per il mondo.

Ecco la cronaca dell’inviato (uomo) di “Repubblica”.

 

«Il genio al volante (c’è un filmato già cult) alza gli occhi e,

come vostra moglie al parcheggio dell’ipermercato,

decide che sì, lì ci passa».

 

Chiudo il giornale, se non ora quando?

 

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