Le storie di Scuolamagia, Soletta, Stream of consciousness

La verità di Alice

Le avventure di "Alice in Newland".
 
No. Io non sono una bambina affettuosa.
Non nell’accezione che di solito si dà ai bambini affettuosi.
Se mi chiedi un bacino non te lo darò mai.
Neanche se sei mia madre, mio padre, mia nonna, la mia migliore amica. 
Neanche se sono mesi che non ci vediamo. 
Mai.
 

 

Questo post è stato pubblicato il giorno in cui a scuola cominciavano gli esami. Fuori tempo massimo, quindi, per entrare a far parte dell’Antologia dei miei alunni. Da qualche anno, infatti, ho smesso di affidarmi ad una raccolta ufficiale di testi letterari. Ho detto basta con quel gran calderone messo insieme da un arbitrio che non era il mio, in cui magari i curatori pensavan bene (maleee!!!) di ammazzare i brani con qualche domandina “Invalsi style”, per allenare i ragazzi alla comprensione di ciò che gli adulti desiderano con intransigenza essi comprendano.

Così, l’Antologia nasce giorno per giorno nelle mani degli alunni, attraverso fogli stampati o fotocopiati che si accomodano nelle bustine traparenti di un quaderno ad anelli o in quello che tecnicamente si chiama “portalistino” e viene via a pochi euro in qualsiasi cartoleria. Il numero esiguo di alunni non mi fa nemmeno sentire troppo in colpa per lo scialo – davvero minimo – di fotocopie.

Per rendere più gradevole l’oggetto, ogni tanto ci concediamo un foglio colorato o la stampa di una bella immagine; ognuno poi è libero di inserire disegni e di personalizzare la copertina.

Ma torniamo al post di cui sopra, tratto da un blog di cui ho già scritto e che “a volte ritorna” nell’Antologia di Scuolamagia. Senza che nessuno studente si sia mai lamentato, senza che nessun dodicenne maschio abbia mai sollevato sospetti di cicciopucciosità da ragazzine.

No, ad Alice si sono affezionati tutti, e chi rimane assente il giorno in cui leggiamo un post reclama quando torna la fotocopia mancante. Un gesto che viola e contraddice ogni statuto di vita studentesca. 

Il perché di questo successo?

Credo abbia a che fare con il fatto che quella bimba esiste davvero. E che quelle pagine trasudano verità. Tutta la verità, nient’altro che la verità. E tutto questo – com’è giusto – Alice non lo sa. 

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