Senza categoria

Whish you were here a Kabul

Cn2hmRiW8AAoktT

Quando si trovarono uno davanti all’altro, Don Lorenzo Milani e Alexander Langer discussero animatamente di molte cose. Tra le tante, del raggio d’azione che può avere la propensione umana verso il bene altrui. Per Milani esistevano precisi limiti: si può volere il bene di 300-400 persone al massimo, non di più. Langer non era d’accordo, per lui quell’orizzonte non doveva porsi limiti, l’umanità è una sola e va amata al gran completo.

Ripenso a quella discussione mentre leggo la storia e guardo le foto di Lanny Cordola, chitarrista californiano che ha lasciato una carriera di successo per trasferirsi in Afghanistan e insegnare la pratica del suo strumento ai ragazzini e – soprattutto – alle ragazzine di quello sfortunato paese.

Colpiscono le dimensioni del progetto. Piccolo, limitato: coinvolge un numero quasi ridicolo di ragazzini e porta loro una competenza minima. Nonostante i chitarristi in erba dicano di sognare ambiziose carriere, difficilmente da quelle parti le sei corde potranno sciogliere da sole i nodi delle loro esistenze.

Ma Lanny questo sa fare. Ti fa sedere per terra, ti accorda lo strumento, ti dice dove mettere le dita della mano sinistra che all’inizio sono blocchi di cemento, ti fa sentire un ritmo e comincia a battere, a levare. Come si fa negli oratori, nei campeggi o nelle ore di musica a scuola. Soltanto che lui prima batteva e levava a Los Angeles e in tutti gli Stati Uniti, batteva e levava nei dischi (batte e leva ancora su Spotify, se qualcuno ha voglia di ascoltare…). Lanny non è volato in Asia per cambiare le sorti dell’Afghanistan, a lui stava a cuore la sorte di Mursal, sopravvissuta all’esplosione che ha condannato a morte le due sorelle maggiori, le cui fotografie giganti ora addobbano la scuola per chitarristi di Kabul. Dopo Mursal sono arrivati altri studenti, non più di 50. Un po’ alla volta, come con gli accordi che si imparano. Si comincia con un MI-, ché bastan due dita più o meno nello stesso angolino di chitarra. Le canzoni spesso sono musiche popolari afghane, ma Lanny non disdegna i grandi classici di ogni strimpellatore occidentale.

In questo video, Lanny & Mursal eseguono Wish you were here. Pazienza se Mustafà, il bimbo nel mezzo, più piccolino, non va oltre il MI- di cui sopra. Imparerà.

Standard

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *