Le storie di Scuolamagia, Stream of consciousness

Il mio presepio

 

Camminavo ieri nella mattina di ghiaccio, portando a spasso il malditesta del sabato. La luce era una coperta distesa sulla mia cittadina, senza riuscire a scaldarla. Solo la facciata della grande chiesa sembrava giovarsi di quel miracolo luminoso. Da una nicchia su quella spianata verticale di marmo mi ha raggiunto l’eco di una musica. Diamonds, Rihanna. La cantano le mie alunne e ne hanno devozione. Tre corpi si riparavano dal freddo su quegli scalini protetti. Avranno avuto quindici, sedici anni, e probabilmente a quell’ora avrebbero dovuto essere in classe. I cappucci d’ordinanza alzati, gli zaini buttati lì su quelle pietre consacrate. Sullo sfondo, quello con gli occhiali si occupava della musica col suo cellulare; due gradini più in basso quello biondo e quella coi ricci rossi fuoco erano abbracciati. Lei distesa su di lui, con i capelli a cascata, gli unici ad uscire dalla nicchia per finire a favore di vento. Una pietà a ruoli invertiti: lui madre, lei cristo. Il campanile ha scoccato lentamente le undici. Biondo ha scoccato un bacio robusto sulle labbra di Rossa. Alleluja, alleluja. Io un presepio così bello non l’avevo mai visto.

 

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