Soletta, Stream of consciousness

Andrea e Antonio

Ho letto il libro che Andrea Bajani ha dedicato alla memoria di Antonio Tabucchi.

Oggi comanda la matita che sottolinea mentre leggo. A lei la parola, a lei le parole.

 

Il mappamondo svirgolato dei tuoi affetti. (pag. 17)

 

La tua voce saliva su come fumo da un camino,… / … come se non fosse ormai troppo tardi per ogni colpo di tosse già tossito… (pag. 23)

 

Se l’ignoranza fosse un vuoto, mi dicevi, sarebbe facile riempirlo di cose, di cultura, di civiltà. Ma l’ignoranza, caro mio, è un pieno. È un muro, e i muri si possono solo abbattere, oppure scavalcare. (pag. 35)

 

E dentro al telefono la tua voce slabbrata, prossima a sparire. (pag. 39)

 

Era come se mi stessi consegnando le parole, come se mi stessi facendo scivolare attraverso il telefono, dall’altra parte dell’Europa, tutto il vocabolario, per poi dirmi una frase molto semplice Qui dentro c’è tutto quello che ti serve. (pag. 40)

 

Avevo fischiato per chiamarti, in maniera maldestra, troppo forte per quella notte, per qualsiasi notte. (pag. 75)

 

E così eravate rimasti lì, insieme, tuo figlio con in braccio la tua morte appena nata… (pag. 122)

 

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