Cineserie, Res cogitans, Stream of consciousness, Tutte queste cose passare

Fortunato quel popolo che soccorre i propri eroi

 

Nel negozietto dituttounpo’, aperto 24 ore su 24, un’orda di giovani e giovanissimi prende d’assalto il grande parallelepipedo costruito con le bottigliette. Si tratta di scatoline rosse – rosso Cina? No, rosso Coca Cola – contenenti una versione speciale della celebre lattina, con l’effigie dei campioni delle Olimpiadi. Un prodotto che a Pechino si vende parecchio, in queste settimane, ma stasera di più. Stasera tutti cercano la confezione con l’eroe sconfitto, con la speranza tarpata, con chi oltre alla fiaccola si era incaricato di portare fino al Nido d’uccello anche i sogni di una nazione. Vogliono lui, lui soltanto. Si avventano sulle confezioni, gettano via arrabbiati le lattine con la diva dei tuffi, quella col mago del pingpong. C’è un puzzo tremendo di retorica, lo so, del peggiore nazionalismo, certo, ma mi sembra comunque nobile che si celebri un perdente, un corpo incapace di essere citius, altius, fortius. I commessi del negozio sono spiacenti, mortificati, i clienti hanno un diavolo per capello, gli toccherà provare altrove. Il prezioso oggetto di latta, divenuto una sorta di “Gronchi rosa” in questo 18 agosto, vale come una medaglia del metallo più prezioso.

 

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